Agenzia Hawzah News – Nel corso della prima metà di maggio 2026, Papa Leone XIV ha intensificato i propri interventi e la propria azione diplomatica per contrastare i venti di guerra, confermando una posizione di netta contrarietà all'escalation militare e alle tensioni che destabilizzano l'Iran e il Medio Oriente.
Lo scontro tra Washington e il Vaticano ha subito un forte inasprimento a seguito delle ripetute accuse del Presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato pubblicamente — prima su Truth Social il 12 aprile e poi in un'intervista al Salem News Channel il 4 maggio — che il Pontefice riterrebbe accettabile che l'Iran possegga armi nucleari, affermando che egli starebbe "mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone". Si tratta tuttavia di affermazioni che Leone XIV ha smentito con fermezza: il Pontefice si è infatti espresso più volte contro la proliferazione delle armi nucleari in generale.
La sera del 5 maggio, il Papa si è fermato con un gruppo di giornalisti per rispondere alle ultime critiche di Trump. Sottolineando che il presidente americano stava travisando le sue parole, ha affermato che la Chiesa cattolica "da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio". Il Pontefice ha inoltre esortato i propri detrattori a muovere critiche fondate sulla verità, ribadendo che il mandato della Chiesa resta fedele alla predicazione del Vangelo e alla ricerca della pace.
Sul piano diplomatico, il 7 maggio si è svolto in Vaticano l'incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Rubio è rimasto per due ore e mezzo in Vaticano, prima a colloquio con il Pontefice per circa 45 minuti e poi con il suo omologo, il Cardinale Pietro Parolin. Nel corso dell'incontro, la delegazione vaticana ha espresso preoccupazione per le operazioni militari in corso e per la situazione in Medio Oriente, ribadendo la via del dialogo come unica risposta percorribile alle crisi internazionali.
Il 14 maggio, nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma, rivolgendosi a studenti e docenti, Papa Leone XIV è tornato a condannare le scelte politiche che privilegiano i finanziamenti in armi. Nel suo discorso si è soffermato sull'"inquinamento della ragione che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale", generando un mondo "storpiato" da guerre e parole di guerra. Citando espressamente Ucraina, Gaza, i territori palestinesi, Libano e Iran, il Pontefice ha descritto la disumana evoluzione del rapporto tra guerra e nuove tecnologie. Le sue parole più nette hanno riguardato la spesa militare: "Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune".
A cura di Mostafa Milani Amin

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